10 febbraio 2014

Filosofia di vita di un giovane calciatore amante dei tuberi

Come sei                              Come dovresti essere    

Amo il calcio tanto quanto un uomo ama Megan Fox, tanto quanto una donna ama farsi le unghie gialle. Non mi sono mai sentita particolarmente colpita dalle consuetudinarie discriminazioni maschili verso le donne che si interessano di calcio o comunque ci provano. La sostanziale differenza tra uomo e donna è che il primo segue il calcio in generale, la seconda tendenzialmente solo la propria squadra. L’uomo si immedesima nel calciatore e nello sforzo fisico, la donna sogna di essere il prato verde su cui si diletta in scivolate Cristiano Ronaldo.Vorrei tralasciare, dunque, i classici luoghi comuni sul ruolo delle donne in questo emisfero prettamente maschile perché il rapporto donne/calcio è un po’ come una storia d’amore dell’Ottocento, di quelle ambigue, in cui non sai mai se è vero amore oppure un mero desiderio incestuoso viziato dal potere. 


Oggi vi spiego la filosofia di vita del classico giovincello affamato di pallone e tuberi. 
L’uomo/calciatore vive la vita come se fosse Zeman in panchina, perennemente in tensione, tratta le sue donne come se fossero la sua rosa (squadra) e sfrutta il calciomercato per fare acquisti e cessioni, proprio come al mercato generale nel settore ortaggi. Una cerchia di ragazzi comunica, di base, attraverso un gruppo whatsapp intitolato “FigaCalcioSerateTop”, in cui vengono scambiate foto di instagram di ragazze seminude esattamente come a 8 anni con le figurine Panini, ironizzano sulle dimensioni delle loro mazze da softball e concedendo consigli amorosi come “Dai oh, scarica sta cozza e fatti quell’ostrica”. È proprio qui che i nostri orsi sfogano le loro ansie da prestazione e commentano live il post partita (e con post partita non intendo la prestazione tecnica della Juve, ma quella avvenuta tra le vostre lenzuola). 
E se per ogni donna esiste una regola (vd. “Regola dei 5 appuntamenti”), sappiate che i maschietti non si fanno mancare niente, anzi, per loro una storia d’amore è come una stagione calcistica, fatta di prestiti con diritto di riscatto, moduli di gioco, turnover, statistiche, preparazioni atletiche e tanti tanti tanti sponsor.

La loro semplicistica e limitata visione dell’universo femminile li costringe a considerare all’incirca cinque tipi di donne, accostabili chiaramente a cinque calciatori diversi per dati tecnici e personalità. 

1. GIANLUIGI BUFFON: Lei è semplicemente la N°1. La classe che fa la differenza, è un  po’ come il primo amore, la perfezione del sesso opposto. Colei che non sbaglia mai, insomma, sa sempre dove andare a parare. Sempre a disposizione, di grande affidabilità, anche se ogni tanto sorprende con clamorosi e pericolosi dribbling nell’area piccola, tanto per ricordarti che oltre ad essere bella e intelligente, è anche una  che ama rischiare. Ricordiamo però che nacque come centrocampista e alle volte la sua crisi di identità si fa sentire…
Il primo amore non si scorda mai

2. ANDREA PIRLO: Giocatrice d’esperienza, di quelle che si celano dietro la loro spontanea eleganza e freddezza, a tratti snob, ma che poi ti fanno quelle verticalizzazioni da brivido dalla metà campo, e con precisione e nonchalance ti servono il pallone del goal sul piatto d’argento. Un po’ “mercenaria” ma nel complesso discreta e professionale, lei è la prova che l’abito non fa il monaco. La sua abilità nei suoi calci piazzati, la sua naturalezza nello smarcarsi, la sua freddezza quando calcia ti ricordano che in fondo, l’amore è una professione. Una vera top player con difficoltà a sorridere
Figa di legno

3. DOMENICO BERARDI: La giovane promessa, tanto talento e disinvoltura dentro e fuori dal campo. Certo, peccato per la giovane età e per la poca esperienza. È sempre opportuno, dopo il periodo di formazione nel vivaio del club, farla giocare un paio d’anni all’estero. In fin dei conti dall’erasmus si torna sempre un po’ cambiati.  
CBCR (cresci bene che ripasso)

4. (SUPER) MARIO BALOTELLI: dannatamente sexy e dolcemente ribelle, impossibile starle distante ma difficile sopportare la sua supponente presenza per più di 10 minuti. La classica tipa da amare oppure odiare senza riserve. Il talento le perdona la presunzione, ma difficilmente va a prendersi la palla, preferisce che la squadra lavori per lei assumendosi i meriti a fine match. Senza filtri, dice quello che pensa, rendendo assolutamente sconsigliabile il litigio. 
La stronza

5. MIRKO VUCINIC: Siamo al 75esimo, il tempo stringe, bisogna portare a casa i tre punti e  cambiare modulo passando dal 3-5-2 al 4-3-3. È qui che viene chiamata a scaldarsi lei, lei che nel complesso avrà totalizzato 4 o 5 presenze in tutta la stagione, che se ne sta sempre li a guardare in attesa della chiamata del mister nei momenti di maggiore difficoltà. Consapevole del suo ruolo secondario, si rifiuta di essere ceduta ad altre squadre. 
La panchinara


Donne, sappiatelo, sappiate che il vostro uomo paragona la vostra prestazione sessuale a una rovesciata di Del Piero, sappiate che quando sbagliate un verbo lui finge di non accorgersene ma sotto sotto pensa a Totti e se la ride, sappiate che quando vi vede un pelo di troppo il suo pensiero corre veloce verso il barbuto Moscardelli.
Se davvero desiderate un uomo al vostro fianco, più di una Balenciaga fucsia, allora imparate la lingua del calcio e, senza stare a scomodare il sommo Pasolini, guardatevi “Sognando Beckham” tanto David appare solo nel titolo e non vi deconcentrerà. E se non vi sentite ancora a vostro agio iniziate con Tiki Taka, almeno la presenza della Satta vi farà sentire delle vere esperte in materia (quando non sapete cosa dire, per non sbagliare annuite con il capo e mostrate sensualmente la parte più bella del vostro corpo).
Amiche, ricordatevi sempre una cosa: “Il pallone è come una ragazza, prima le piace essere accarezzata e poi violentemente sbattuta” cit. Éric Cantona
Più semplice di cosi! 

by Lei


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