5 luglio 2013

Ultra quarantenni in discoteca caldi come boiler rotti


La vedete la foto qui sopra? Ce l'ha mandata il C.N.R.P.R. (Centro Nazionale di Ricerca sulle Persone Ridicole) e rappresenta una proiezione temporale di come sarà nel 2043 un gruppo di quarantenni scelto a campione.
Infatti per i più grandicelli, che vanno a ballare duranti i giorni feriali (quelli durante la settimana lavorativa, per intenderci), non è anomalo imbattersi in mandrie di ultra quarantenni gasatissimi che sciabolano bottiglie di champagne o stappano magnum di Belvedere come se fossero boccette di Fluimucil carichi come muli.
Sono gruppi eterogenei che di notte investono lo stipendio in discoteca e di giorno piangono miseria in ufficio con borse sotto gli occhi da fare invidia a Luis Vuitton e una fiatella alcolica che ricorda quell'invitante odore di marcio dei moli dei porti commerciali. Con un bioritmo caratteristico del bradipo, iniziano la fase di risveglio alle 17:00, giusto giusto per uscire dall'ufficio e riversarsi a fare aperitivo con un calice di vino in qualche localino “fighetto”. Li vedi ciacolare (un termine molto figo per dire chiacchierare di frivolezze), narrando le eroiche gesta compiute al lavoro dopo la serata del giorno prima; i più inseriti in questo circolo vizioso, invece, stanno chiamando la banca per chiedere l'accensione di un mutuo per far fronte alla serata che di lì a poco si andrà configurando. Ora vanno dunque tutti a casa a darsi una rinfrescata e ad agghindarsi per la serata, mangiano un boccone al volo facendo attenzione al food cost (così risparmiano e possono sbocciare come se non ci fosse un domani) e poi ritrovo per iniziare al meglio le danze con il primo vero cocktail della serata. Dopo poco scatta l'operazione “show time”... è il momento, le auto si riempiono e si dirigono alla discoteca che quella sera ha la serata più figa e i tavoli più in vista. Non sono ancora entrati che già hanno lanciato dentro carte di credito, contanti e libretti per assegni... qualcuno anche l'atto di proprietà della macchina. Ed eccoli, entrano tutti sorridenti con spavalderia dentro quel locale che più volte li ha visti protagonisti, si dirigono al tavolo geriatria dove ad attenderli c'è già la loro prima magnum... si, di soluzione salina endovenosa offerta dal tavolo dei dirigenti A.S.L. preoccupati per la salute dei loro vicini di bevute. A serata avviata, anche nella bolgia del locale, il loro tavolo è sempre facilmente individuabile: è più luminoso delle strobo a causa di quelle fastidiose fontane luminose che accendono sopra le bottiglie e che le ormai non più donzelle agitano a destra e a manca solo per dar modo a tutti di vedere i loro seni sballonzolare come il budino scaduto. Loro sono lì che tracannano bollicine come se fossero immuni alla cirrosi che ormai li divora da anni. Le donne vestite con abitini giropassera e scolli accentuati, sembra abbiano tutte dei seni enormi, la realtà è che hanno push-up di derivazione aerospaziale studiati dalla NASA per tenere in orbita i satelliti. La realtà è che, senza artifici, quelle tette lasciano la scia dei capezzoli sulla sabbia quando camminano in topless al mare, alcune si divertono ad allenarsi palleggiando sulle ginocchia. Truccate come professioniste dell'amore da strada e tutte dotate di borsetta contente: cellulare, documenti, fazzoletti, pillola del giorno dopo (che non serve a nulla vista la menopausa, ma le fa sinteri giovani e rampanti) e kit da restauro facciale.... e il portafoglio? Ma vah! Qualche pollo che paga c'è sempre! Gli ometti sono più discreti nel vestire, sono per lo più uniformati allo standard jeans e camicia, alcuni tentano di togliersi qualche anno mettendo la maglietta, ma dimenticano che quei pochi capelli, per altro bianchi, che hanno in testa, tradiscono la loro vera età. Però i portatori di pene si distinguono per la bramosia e la libido che sfoderano ogni volta che qualche ragazzina che ancora non arriva ai 20 anni passa accanto a loro. Paiono usciti da poco di galera, tutti lì a fischiare e sbraitare verso questa poveretta e spesso, quando l'alcool ha già fatto il suo effetto, allungano morbosamente le mani verso i glutei e poi si girano di scatto facendo finta di nulla come se avessero ancora 16 anni. Alle 5:00 inoltrate si dirigono barcollanti verso casa, pronti per ricominciare. Io spero solo che questi elementi non si riproducano mai!

Ci tengo a precisare che:
  • Se ti senti urtato dal contenuto di questo testo, probabilmente il C.N.R.P.R. ti sta cercando.
  • Se a quarantanni scuffiati, sarò in un locale, sarà per raderlo al suolo e farci un parcheggio multipiano.
  • Le quarantenni in serata sono le migliori prestazioni sessuali che potrete mai procurarvi.

“Non c'è nulla di male a fare un po' di festa anche dopo una certa età” - S. Berlusconi -


by Lui

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